Le cooperative associate
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Lettera del Presidente
Il bilancio economico rappresenta uno
strumento che racconta l’impresa dal punto di
vista economico, finanziario e patrimoniale.
Possiamo dire che per l’impresa sociale questo
non basta, il valore che l’impresa sociale è tenuta a
realizzare non è solo economico ma è
prevalentemente relazionale; il fine dell’impresa
sociale è produrre capitale sociale che deve essere
ridistribuito. Questo rappresenta una finalità
pubblica che va oltre la responsabilità sociale
d’impresa, che per l’impresa profit rappresenta un
elemento aggiuntivo, non il segno distintivo. Per
l’impresa sociale il bene comune è l’essenza stessa
dell’impresa.
Ma tutto questo è così solo in parte, in Italia è stata
varata una legge sull’impresa sociale, ma ancora si
fa fatica a capire che cos’è l’impresa sociale. Intanto
tutte le cooperative sociali sono diventate imprese
sociali e fin qui è solo un’operazione di facciata. Di
sicuro ci sono solo poche idee e molto confuse,
tant’è che il ministro Sacconi nel libro verde sul
Welfare preferisce non nominare mai l’impresa
sociale; eppure la cooperazione sociale è uno dei
principali attori che concorre a garantire servizi,
professionalità, flessibilità e quindi la tenuta di un
sistema di welfare ormai essenziale per i cittadini.
Proviamo a pensare se improvvisamente chiudessero
le strutture per anziani, gli asili nido, i centri per
l’handicap gestiti dalle cooperative, oppure
perdessero lavoro le decine di migliaia di persone
svantaggiate assunte dalle cooperative di tipo b,
sicuramente milioni di cittadini e famiglie sarebbero
in gravissima difficoltà, ma credo che questo non
succederà mai per fortuna.
Nell’incertezza, motivo ricorrente del nostro tempo,
le imprese sociali crescono, si sviluppano, diventano
di fatto sempre di più soggetti significativi.
Guardiamo la cosa dal punto di vista
occupazionale e siccome prima o poi dovrò dire
qualcosa di Co&So Firenze i dati del consorzio
dicono cose molto chiare. Co&So Firenze, che noi
definiamo un’impresa sociale a rete, occupa ormai
stabilmente oltre 1000 persone ed è un’impresa che
ha scelto di operare in un pezzo della provincia di
Firenze. Gli occupati quindi sono tutti legati a un
territorio importante ma limitato, i dati del Bilancio
sociale che questa lettera introduce dicono anche
che gli occupati sono stabili, con titoli scolastici
adeguati e prevalentemente donne.
Sono molte le donne che nella nostra organizzazione
hanno ruoli dirigenziali, ed è con orgoglio che rilevo
che l’attuale presidente di Cgm, Claudia Fiaschi, è
stata un pilastro di Co&So Firenze; è nella
cooperativa L’Abbaino prima e poi nel consorzio che
insieme a molti di noi ha costruito un’esperienza di
impresa sociale che ora continuerà in Cgm. Colgo
l’occasione per augurarle a nome di tutto il
consorzio un buon lavoro.
Le sfide che oggi ci troviamo ad affrontare sono
molto complesse e riguardano la nostra capacità di
dare risposte sempre più coerenti rispetto ai
bisogni del nostro territorio. Rispetto a questo
abbiamo poche certezze, ma qualcosa lo abbiamo
molto chiaro: è la stessa cosa che ci ha spinto a
fare prima le cooperative, poi i consorzi, e cioè la
volontà di lavorare insieme. In una società che
tende o a massificare o a immunizzare, noi
vogliamo ribadire la volontà di contaminare ed
essere contaminati perché abbiamo bisogno di
tutti per realizzare il bene comune. È il tempo
questo per Co&So Firenze di confrontarsi con
soggetti diversi da noi per poter realizzare cose
che da soli non saremo mai in grado di fare.
Dobbiamo imparare a collaborare con altri pezzi
del mondo della cooperazione, ma anche con
l’impresa profit, con il sistema delle banche, delle
fondazioni bancarie, con società di consulenza, con
singoli professionisti, lo dobbiamo fare senza
rinunciare alla nostra identità, impegnandoci nel
confronto a rafforzala. Abbiamo avviato nuove
iniziative per affrontare in maniera nuova problemi
vecchi: l’abitare, i sistemi di cura, l’ambiente sono
aree di intervento nelle quali stiamo costruendo
nuova impresa sociale, è una difficile sfida ma
credo che funzionerà.
Stiamo continuando ad investire sull’organizzazione
per migliorare la qualità della nostra offerta.
Nel corso del 2008 abbiamo costituito nuove società
che si occupano di settori per noi fino a qualche
anno fa inesplorati, il turismo, l’outsourcing alle
imprese, l’housing sociale. Abbiamo lavorato e
abbiamo creduto in un progetto regionale che ha
dato il via al consorzio regionale GenerAzioni
Toscane, che cerca di mettere insieme esperienze
diverse di molti consorzi che operano nella nostra
regione.
Crediamo che il rapporto positivo realizzato fin qui
con le Amministrazioni locali debba trovare nuova
linfa in forme di collaborazione innovative, capaci di
valorizzare al massimo le caratteristiche e le
potenzialità dei diversi attori.
C’è un gran lavoro da fare che speriamo di poter
raccontare diffusamente nei prossimi Bilanci sociali,
nel frattempo forse più modestamente vi invitiamo a
leggere con attenzione i dati relativi all’anno 2007,
riportati nel bilancio sociale di Co&So Firenze.
Buona lettura a tutti.
Lorenzo Terzani